Il diritto di fermarsi
Abbiamo imparato ad aspettarci una risposta.
Facciamo una domanda a una persona, a un motore di ricerca o a un’intelligenza artificiale e ci aspettiamo che qualcosa arrivi.
Possibilmente subito.
Ma nelle decisioni importanti c’è una possibilità che spesso dimentichiamo:
non essere ancora nelle condizioni di decidere.
Non è una risposta che piace molto.
Sembra indecisione.
A volte sembra persino debolezza.
In realtà può essere una forma di responsabilità.
Non tutto quello che manca può essere inventato
Immaginiamo di dover scegliere tra due possibilità.
Abbiamo alcuni dati, ma non tutti.
Una fonte dice una cosa, un’altra ne dice una diversa.
Non sappiamo quanto siano affidabili.
Potremmo comunque scegliere.
E probabilmente riusciremmo anche a costruire una spiegazione convincente della nostra scelta.
Ma convincere qualcuno non significa aver risolto il problema.
Qui entra in gioco una delle idee più semplici di PENSAI:
quando le condizioni necessarie per decidere non sono soddisfatte, il processo deve poter rallentare o fermarsi.
Non bisogna riempire ogni vuoto con una supposizione.
Non bisogna trasformare l’incertezza in sicurezza soltanto perché una risposta è richiesta.
HOLD
PENSAI utilizza una parola molto semplice:
HOLD.
Significa: fermiamoci qui.
Non è ancora un sì.
Non è ancora un no.
È il riconoscimento che qualcosa deve essere verificato prima di procedere.
Potrebbe mancare un’informazione.
Potrebbe esserci un conflitto tra fonti.
Potrebbe essere necessario chiarire l’obiettivo.
Potrebbe non essere chiaro chi abbia l’autorità per decidere.
Oppure la questione potrebbe essere fuori dal perimetro stabilito.
In tutti questi casi, continuare come se nulla fosse sarebbe soltanto un modo per nascondere il problema.
E poi c’è STOP
Ci sono situazioni nelle quali non basta aspettare.
Il processo deve fermarsi.
STOP.
Perché il problema non può essere affrontato nelle condizioni date.
Perché la richiesta supera il perimetro.
Perché manca un’autorità legittimata.
Perché esiste un conflitto che non può essere risolto con i dati disponibili.
Dire STOP non significa che il problema non abbia soluzione.
Significa che questa soluzione, in questo momento e in queste condizioni, non può essere autorizzata.
È una distinzione importante.
L’intelligenza artificiale rende tutto questo ancora più necessario
Una macchina può produrre una risposta anche quando la domanda è incompleta.
Può costruire una frase anche quando le informazioni sono contraddittorie.
Può trovare una soluzione apparentemente ragionevole anche quando manca qualcosa di essenziale.
Questo non significa che la macchina stia deliberatamente ingannando qualcuno.
Significa che una risposta prodotta non è automaticamente una decisione governata.
Per questo il problema non è soltanto quanto sia potente l’intelligenza artificiale.
Il problema è come viene utilizzata dentro un processo decisionale.
Fermarsi è ancora decidere
C’è una contraddizione apparente.
Se PENSAI si ferma, non sta comunque prendendo una decisione?
Sì.
Ma è una decisione diversa.
Non decide quale strada percorrere.
Decide che non esistono ancora le condizioni per autorizzare quella strada.
Questa distinzione impedisce al metodo di trasformare ogni situazione in una falsa certezza.
Ed è probabilmente uno dei punti nei quali una governance seria si distingue da un semplice sistema di raccomandazione.
Una buona decisione non è quella più veloce
Viviamo in un periodo nel quale velocità e qualità vengono spesso confuse.
Una risposta immediata sembra migliore di una risposta che richiede tempo.
Ma nelle decisioni complesse non sempre è così.
A volte la cosa più utile che un sistema può dire è:
«Non ancora.»
E qualche volta deve dire:
«No, in queste condizioni.»
PENSAI nasce anche per dare dignità metodologica a queste due risposte.
Perché governare una decisione non significa obbligarsi a decidere.
Significa sapere quando decidere, quando aspettare e quando fermarsi.
E soprattutto sapere spiegare perché.
Questo articolo è una riflessione metodologica nell’ambito del progetto PENSAI. Il contenuto è stato elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e resta sotto la responsabilità editoriale umana.
